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Risultati d'ascolto
La platea televisiva, come già accennato, si mantiene stabilmente al di sopra dei
nove milioni di telespettatori nel giorno medio. Solo nel prime time si assiste a una
flessione imputabile, prevalentemente, alla mancanza di grandi eventi sportivi
ma, soprattutto, considerando la profonda trasformazione del panorama dei
media, al consolidarsi della piattaforma satellitare Sky e all’emergere di nuove
piattaforme e tecnologie digitali.
Il mezzo analogico, comunque, rimane ancora il ‘luogo’ del Servizio Pubblico universale.
La Rai, nel corso del 2005, conferma il proprio ruolo di Servizio Pubblico che fa ascolti.
Questo, come già ricordato, non solo nella competizione nazionale con i network
privati ma, soprattutto, nel panorama dei servizi pubblici europei.
Day time (07.00-2.00)
A fronte di un incremento della piattaforma satellitare e degli altri network privati
analogici, la Rai mantiene il primato superando il concorrente principale di
1,65 punti percentuali nell’intera giornata, attestandosi al 43,55% di share.
Tale risultato è da considerarsi estremamente positivo se si considera l’assenza dei
grandi eventi sportivi che nell’anno precedente avevano monopolizzato l’attenzione
per un periodo rilevante: i Campionati Europei di calcio e le Olimpiadi di Atene.
RaiUno tiene ben saldo lo scettro di canale televisivo più visto nell’intera giornata
con il 23% di share, distanziando il principale canale concorrente di 1,16 punti
percentuali.
RaiDue si attesta all’11,37% di share, leggermente superato dal canale concorrente
(Italia1 con l’11,47%) mentre RaiTre si mantiene sostanzialmente ai livelli
del 2004 con il 9,18% di share.

Prime time (20.30-22.30)
La Rai mantiene il primato sui concorrenti con il 44,29% di share, registrando
tuttavia una flessione di 2,09 punti percentuali rispetto al 2004. Tale risultato,
comunque, consente il mantenimento della leadership rispetto al concorrente
principale che si attesta al 42,82% di share.
La Rai, inoltre, vince il confronto di prima serata per 32 settimane su 52.
RaiUno mantiene la leadership dei canali televisivi con il 23,91% di share contro il
22,50% del canale concorrente.
RaiDue registra una lieve flessione (attestandosi al 10,63% con un regresso di 0,49
punti) mentre RaiTre si mantiene sostanzialmente stabile con il 9,75% di share.

Se da un lato i risultati sono positivi lungo tutto il corso dell’anno, la Rai si conferma
capace di ‘mordere’ nei periodi di Garanzia nei quali è stata osservata, oltre
che dal proprio pubblico, anche dagli inserzionisti.
Nella Garanzia di primavera, con un palinsesto contraddistinto dalla copertura
informativa degli eventi legati alla morte ed elezione del Pontefice, le reti Rai mantengono
la leadership sulla concorrenza superandola di quasi un punto percentuale
nell’intera giornata e di 1,13 punti in prima serata, vincendo 9 settimane su 14.
Nella Garanzia d’autunno, infine, la Rai trionfa, superando la concorrenza di ben
6,2 punti percentuali nell’intera giornata e di 5,62% punti in prima serata, conquistando
ben 11 settimane su 11.
L’analisi delle migliori performance per genere conferma la leadership del Gruppo
che si posiziona in testa a quasi tutte le classifiche:
• il programma più visto è la serata finale del 55° Festival di Sanremo con oltre
13,6 milioni di telespettatori e il 55,08% di share;
• 7 programmi Rai tra i 10 più visti: Rock Politik, la seconda parte della fiction
Giovanni Paolo II, Affari Tuoi e Affari Tuoi Sanremo, il Gran Premio di Formula1
di San Marino e Il Cuore nel pozzo;
• la leadership nell’informazione con la messa esequiale del Pontefice con oltre il
73% di share sulle tre reti Rai e i relativi approfondimenti;
• la leadership nei programmi culturali, di Servizio Pubblico, su tematiche scientifiche
e ambientali, nei programmi dedicati ai bambini e nei cartoni animati;
• il primato nell’intrattenimento con Rock Politik (49,42% di share nella puntata
del 27 ottobre);
• il continuo successo della fiction di produzione Rai.
Insieme ai successi nella programmazione, merita particolare attenzione il continuo
primato nelle principali edizioni dei telegiornali.
Qualità e soddisfazione
Il progetto IQS (Indice di Qualità e Soddisfazione) nasce nel 2000, in via sperimentale,
per creare un sistema di monitoraggio della qualità percepita dai telespettatori.
Il Contratto di Servizio 2003-2005 attribuisce al tema della qualità della programmazione
una valenza strategica e prevede la costituzione di una commissione
mista (due componenti del Consiglio Nazionale degli Utenti, due della Rai con
la partecipazione di un membro del Ministero delle Comunicazioni) per la verifica
del raggiungimento della qualità televisiva e radiofonica.
La commissione, attraverso un’indagine propedeutica, ha definito i parametri di
qualità attesa e ha verificato i parametri di rilevazione della qualità percepita,
parametri trasversali propri del prodotto televisivo in genere, specifici dei diversi
generi televisivi e propri dell’offerta Rai.
La metodologia prevede:
• universo di riferimento: popolazione italiana di 15 anni e oltre;
• rilevazione: 1.500 contatti telefonici per un totale di 800 interviste valide ogni giorno;
• periodo: 7 giorni su 7, 250 giorni l’anno (esclusi periodi dell’anno non significativi
per la grande mobilità delle famiglie italiane);
• oggetto della rilevazione: programmi Rai in onda dalle 7.00 alle 24.00;
• istituti di ricerca: rilevazione Doxa, valutazione e certificazione del Consorzio
Interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo e Ricerca (CASPUR);
• indice IQS: scala da 1 a 100.
Risultati d’ascolto
Nel complesso, il rafforzamento dei principali network privati, l’ingresso di nuovi
operatori e le persistenti criticità delle infrastrutture di trasmissione, si confermano
i fattori critici in grado di influenzare le performance di Radio Rai negli ascolti:
• RadioUno mantiene la leadership nazionale con 6.399 mila ascoltatori, ma registra
un calo dell’11,3% su base annua;
• RadioDue, con 4.213 mila ascoltatori conserva la quarta posizione nel giorno
medio, con una flessione su base annua rispetto al 2004 (-6,4%);
• RadioTre, con 1.858 mila ascoltatori mantiene la decima posizione, in flessione
su base annua rispetto all’anno precedente (-12,6%);
• Isoradio, con 1.086 mila ascoltatori mantiene la quattordicesima posizione, ma
risulta in netto calo su base annua rispetto al 2004 (-10,9%).
Tali andamenti hanno ovviamente conseguenti ricadute sul trend della raccolta
pubblicitaria.
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